sabato 29 gennaio 2011

L'Italia immobile

Perché in Italia non c'è la rivoluzione? O anche solo un suo timido accenno? E perché non c'è mai stata? I fuochi si stanno accendendo un po' ovunque, dall'Albania, alla Tunisia, all'Egitto. Vecchi dittatori hanno fatto le valige, come Ben Alì, o le stanno preparando, come il faraone Mubarak. L'Italia con il suo stivale immobile al centro del Mediterraneo sembra un castello pietrificato. Un coniglio ipnotizzato dal serpente. Una rana che viene lentamente bollita viva senza accorgersene. Le ragioni di tutto questo sono misteriose, appartengono al campo della metafisica, non più a quello della politica.
La nostra stabilità (immobilità?) assomiglia a quella di chi, cadendo nelle sabbie mobili, chiude gli occhi ed evita il più piccolo movimento per rallentare la sua fine. Non grida aiuto, non cerca appigli, semplicemente affonda. I motivi per spiegare questo comportamento ci sono. Così numerosi da riempire un'enciclopedia: l'invecchiamento della popolazione (gran parte degli italiani dovrebbero scendere in piazza con le badanti), la massoneria, le mafie, l'informazione sotto controllo e pilotata (sia a destra che a sinistra), l'occupazione americana con le sue cento basi, il Vaticano, la mancanza assoluta di una classe dirigente... Queste e altre ragioni non sono però sufficienti per giustificare l'indifferenza degli italiani che, anche quando si scagliano contro il potere, evitano di varcare l'ultima linea, di prendersi dei rischi. Più cani da pagliaio che ascoltano il proprio abbaiare alla luna, e se compiacciono, che rivoluzionari. Cosa manca perché gli italiani prendano il loro destino nelle mani? Il popolo più cinico della Terra, abituato a tutto da millenni, che non crede veramente a nulla. La realtà ci dà fastidio, per questo la evitiamo. E domani, come sempre, è un altro giorno.

Dall'intervista a Mario Monicelli ad Anno Zero
"Gli italiani, gli intellettuali, gli artisti, sono poco coraggiosi? Sì, lo sono sempre stati. Sono stati vent’anni sotto un governo fascista, ridicolo, con un pagliaccio che stava lassù... Ci ha mandato l’Impero, le falangi romane lungo Via dell’Impero; ha fatto le guerre coloniali, ci ha mandato in guerra... il grande imprenditore ha detto: «Lasciatemi governare, votatemi, perché io mi sono fatto da solo, sono un lavoratore, sono diventato miliardario, vi farò diventare tutti milionari». Ormai nessuno si dimette, tutti pronti a chinare il capo pur di mantenere il posto, di guadagnare. Pronti a sopraffarci, a intrallazzare. Non c’è nessuna dignità. E’ la generazione che è corrotta, malata, che va spazzata via. La speranza è una trappola inventata dai padroni, quelli che ti dicono "State buoni, zitti, pregate, che avrete il vostro riscatto, la vostra ricompensa nell’aldilà... sì, siete dei precari, ma fra 2-3 mesi vi assumiamo ancora, vi daremo un posto". Come finisce questo film? Non lo so, spero che finisca con quello che in Italia non c’è mai stato: una bella botta, una bella rivoluzione. C’è stata in Inghilterra, in Francia, in Russia, in Germania, dappertutto meno che in Italia. Ci vuole qualcosa che riscatti veramente questo popolo che è sempre stato sottoposto... che è schiavo di tutti. Se vuole riscattarsi, il riscatto non è una cosa semplice. E’ doloroso, esige dei sacrifici. Se no, vada alla malora – che è dove sta andando, ormai da tre generazioni."
tratto dal blog di grillo

domenica 23 gennaio 2011

nota di beppe grillo sulla situazione italiana

A ondate successive, anno dopo anno, si riesce a parlare del nulla per evitare di parlare del tutto. E' una ripetizione di D'Addario, Papi, Bunga Bunga, Villa Certosa, Cognato di Fini e Topolanek con il pisello di fuori. Questo non è giornalismo e neppure politica. E' informazione dal buco della serratura, dalla tazza del cesso, da giornalismo diventato reality show. Duale, nel silenzio sui temi importanti, della politica mafiosa degli ultimi vent'anni. Siamo seri, sono più importanti le rivolte di Tunisi e di Tirana, la disoccupazione, il debito pubblico che si avvia alla cifra folle di 2.000 miliardi o le tette al vento di alcune ragazze ospiti di Berlusconi? Per vendere le copie di un quotidiano tira più un pelo di Ruby che la distruzione economica dell'Italia. Quando non produrremo più nulla come mangeremo? Tra i Paesi occidentali siamo diventati il primo per emigranti. Se un ragazzo esce dalla Bocconi o dal Politecnico di Torino non trova lavoro. L'innovazione è sepolta dopo la morte dell'Olivetti, il coma profondo di Telecom e l'azzeramento del settore informatico. E dobbiamo dedicarci alle scopate di un vecchio satiro 24 ore su 24? Siamo un Paese impazzito, fuori di sesto e di senno, senza voce. A Milano si muore per lo smog, migliaia di persone sono ricoverate ogni anno, siamo fuori da qualunque parametro della Comunità Europea, ci aspetta una multa di 4 miliardi di euro. Non è una notizia da prima pagina questa? E i responsabili politici di queste morti non sono forse più colpevoli di Fede o o di Mora? E la chiusura di Phonemedia con 11.000 persone lasciate a casa senza alcun sostegno non è più importante del culo di una escort? E la bomba a orologeria della disoccupazione giovanile di massa del Sud, di un pompino? Ho una sensazione di sgomento. Evito persino di passare vicino alle edicole per non dover vedere i titoli dei giornali. La televisione è spenta da mesi. On line evito i siti di informazione italiani, ormai in competizione con Youporn. Perché avviene tutto questo? Per rottamare Berlusconi? Un cambiamento politico per via sessuale non cambierebbe nulla. Tolto di mezzo Berlusconi ci rimarrebbe l'Aids del berlusconismo. Tutto cambierebbe per non cambiare nulla. Il processo va fatto agli italiani. Dobbiamo cambiare noi se vogliamo realizzare un Paese migliore. Berlusconi è un feticcio, non esiste, un tizio che tiene a casa un mafioso pluriomicida per anni non può diventare presidente del Consiglio contro la volontà dei cittadini. E' l'alibi nazionale per non fare mai nulla. Berlusconi ha il potere che il Paese e i partiti (tutti i partiti) gli hanno attribuito. Il MoVimento 5 Stelle è scomparso dall'informazione, ma non dai tribunali. Sono sempre più numerose le denunce contro suoi sostenitori. Per questo sarà attivo a giorni lo "Scudo della Rete", per fornire assistenza legale. Loro non molleranno mai( ma gli conviene?). Noi neppure.

sabato 22 gennaio 2011

Ogni nazione ha il governo che si merita: ma davvero siamo tutti come lui?

Alcune considerazioni sul Ruby-gate:
Quello che accade in questi giorni intorno al nostro primo ministro e all'Italia intera è difficile da descrive,come incomprensibile la non reazione degli italiani a quello che succede.
All'estero ormai sono annichiliti per le vicende italiane, non perchè non succedono da loro (anche se forse non in queste dimensioni) ma per il modo che si dilunga e come viene gestita la cosa. Finora timbrati come mafiosi, oggi aggiungono anche l'appellativo di puttanieri e zoccole.In qualsiasi democrazia occidentale (anche se il mio pensiero è che in una democrazia reale Berlusconi non sarebbe dov'è) un primo ministro coinvolto in un inchiesta del genere avrebbe fatto un passo indietro, in Svezia anni fa un onorevole si era dimesso perchè scoperto a non avere pagato il canone della televisione, oggi nel regno unito si è dimesso il portavoce del premier Cameron per delle intercettazioni, in Italia tranne casi sporadici non lo fa nessuno.
Che dire sul cavaliere, sicuramente ci mette del suo a mettersi nei casini, indubbiamente non usa la cautela che una persona nella sua posizione dovrebbe avere nella scelta delle persone che si circonda, daccordo le belle ragazze, ma l'ostentazione, da delirio di onnipotenza ,nei comportamenti privati e pubblici e raccapricciante. Lo stesso scherzare negl'incontri istituzionali con gli altri capi di stato, ne ha fatto una "macchietta" che ora si è allargata a dismisura.Che la procura di Milano ci vada giù pesante è indubbio, un certo accanimento nei confronti del Berlusca c'è sempre stato, certo che lui le motivazioni gliele offre su un piatto d'argento.E' lui stesso che ha creato, soprattutto con la televisione commerciale, quel mondo che si circonda, fatto di papponi, raccomandazioni e zoccole, ragazzine che per il successo ,o il guadagno facile
non esitano a prostiutirsi, e a volte con l'assenso dei genitori, "magari fosse mia figlia la fidanzata del premier",
direte voi , le zoccole ci sono sempre state, vero , ma qui tutto il sistema è basato su quello, non esiste più la meritocrazia , basta essere belle, e darla via (vedi ministre,e onorevoli varie).E poi ci siamo noi, un buon trenta per cento che ancora gli crede, ed il restante rimane li sospeso come in un limbo, una sinistra inesistente, con Bersani non si va da nessuna parte, e lo stesso Vendola, anche se ora ha un discreto seguito ,non convince; lo stesso Matteo Renzi sembra avere perso lucidità.Il terzo polo raccoglie tutti quelli che è una vita che fanno solo politica......inaffidabili. Rimane Grillo ,la sua idea di creare liste locali con tutta gente nuova, e soprattutto incensurata ,in alcune realtà sta funzionando, partito in quarta anche lui ,ora mi sembra che la spinta sia scemata.
Quindi rimane il dubbio iniziale, siamo davvero tutti come lui? Credo in gran parte di si, se si dovesse andare a votare in questi giorni è probabile che vincerebbe di nuovo le elezioni. Daldronde chi non farebbe come lui con le sue possibilità? Tutti quelli che esercitano la politica per potere ed interesse personale. Quindi proprio tutti!?!? Temo di si, è per questo che il popolo italiano non reagisce,lascia correre , in gran parte impegnato a come arrivare alla fine del mese, altri a salvaguardare il proprio benessere, ma tutti a guardare con invidia le divertenti notti di Arcore.